I fratelli Lumière erano figli di un fotografo e imprenditore francese. Cominciarono da giovani con lavori di ricerca nel laboratorio paterno, ma il loro vero obiettivo era quello di riprodurre meccanicamente il movimento. Fu così che il 13 febbraio del 1895, dopo aver brevettato numerosi procedimenti come la creazione del foro di trascinamento, produssero uno strumento dalle proprietà fotografiche e proiettive: il ‘cinématographe’. La cinematografia intesa come proiezione di immagini in movimento era già stata sperimentata in diversi modi. Dalle rappresentazioni orientali delle ombre cinesi, agli studi ottici europei sulle proiezioni tramite lenti, si era arrivati alla lanterna magica che rappresentava l'antenato più prossimo allo spettacolo cinematografico. Ed è proprio alla lanterna magica che si ispirarono i fratelli Lumière, che però la perfezionarono da un punto di vista meccanico entrando nel mondo industriale della loro epoca.
Il loro apparecchio di ripresa e riproduzione della realtà in movimento si basava su un principio meccanico ben preciso. Il movimento di penetrazione e successivo ritiro nella perforazione rotonda del dispositivo sulla pellicola avveniva attraverso un braccio che reggeva due rampe, aiutato da una cremagliera rotante. Come se il ‘premistoffa’ del dispositivo di trascinamento delle macchine per cucire fosse stato adattato alla condizione delle riprese, per mezzo di un eccentrico triangolare. Fu il capo meccanico delle fabbriche Lumière a costruire il primo apparecchio seguendo le indicazioni che gli venivano date mano a mano durante la realizzazione.
Il 13 febbraio del 1895 è dunque la data in cui la meccanica ha creato il cinema.

